710 Neve – Otto tipi di soggetto da mezzo pubblico che suscitano Odio

  • Dahlia 

Tutte le mattine prendo il 710 per andare al lavoro.

Tutte le mattine il 710, un autobus di linea che ferma a due minuti a piedi da casa mia, è popolato di una fauna incredibile.

Tutte le mattine, sul 710, mi godo lo spettacolo di suddetta fauna per quei dieci minuti di tragitto necessari per arrivare al lavoro.

Stamattina però nevica.

Abito in una zona poco fuori Roma, a sud-ovest della città.

A Roma non siamo abituati a vedere la neve, non così spesso almeno, e quando capita ho la netta sensazione che nessuno sappia più bene cosa fare oltre a miliardi di storie su Instagram.

Stamattina il 710 si sta facendo desiderare, ma le condizioni climatiche giustificheranno ogni singolo abitante della capitale per ogni genere di ritardo.

Quando finalmente riesco a salire sul mezzo (che non riuscendo ad accostare mi costringe a scavalcare un fastidioso cumulo di neve) mi si para davanti il solito scenario da delirio ma con contorno di pozze d’acqua ovunque, imprecazioni e gente che scivola ad ogni movimento azzardato del bus.

Il tragitto insolitamente lungo stamattina mi costringe ad osservare meglio del solito gli otto tipi di soggetto da mezzo pubblico che suscitano odio:

Il Malinconico:

Generalmente provvisto di auricolari discreti che non consentono di sentire quale tipo di musica sta ascoltando, Il Malinconico è rigorosamente seduto dal lato del finestrino, sta nella stessa identica posizione per tutto il viaggio e guarda fuori senza degnare gli altri passeggeri di uno sguardo. La playlist rimasta totalmente invariata dall’influenza di mode e nuovi generi è composta da canzoni pianoforte-voce o chitarra acustica-voce, sono ballate che parlano di amori finiti, amori appena iniziati, amori sofferti, amori stupendi, amori sbagliati, amori incompresi, amoricheppalledimonotonia. Il Malinconico assume espressioni tristi e impegnate e guardandolo la vista vi diventerà immediatamente in bianco e nero e nella vostra testa partirà il ritornello di “Hello” di Adele in tutta la sua struggenza. Certo è che suddetto brano lo si troverebbe difficilmente nella playlist del Malinconico, essa figura infatti si professa generalmente acculturata e ricercata finendo ad ascoltare band-spazzatura indie che sfornano pezzi nuovi ogni settimana ma che portano la stessa innovazione artistica di Gerry Scotti che conduce un gioco a premi. Il risultato che ne avremo è un adolescente vestito principalmente di jeans e nero, con un braccio in cancrena data la totale assenza di movimento manco stesse posando per un ritratto e un evidente problema di socializzazione. Da un lato vi susciterà sicuramente della tenerezza, ma ricordate sempre che se cercherete una conversazione con il Malinconico nel migliore dei casi scapperà o farà finta di non avervi sentito, nel peggiore dei casi vi chiederà se conoscete il nuovo duo islandese in cui lui suona l’ukulele con le chiappe e lei canta di amori fra scoiattoli durante i disboscamenti e se, come è ovvio, voi risponderete di no, vi tratterà come un ebete schiavo del mainstrem.

La vecchia:

Lei è davvero il cliché e non serve presentazione alcuna.

La vecchia non può mancare mai, lei e la sua carovana di lentezza, nonnismo ed espressioni contrariate. La vecchia di base è l’essenza della Disapprovazione. Non è capace di nessun altro sentimento sopra ad un autobus oltre alla disapprovazione. Se esiterete nel farla sedere sarete dell brutte persone, se la farete subito sedere era semplicemente il vostro dovere, se tenterete di aprire una conversazione vi guarderà come se foste dei maniaci intenzionati a rubarle la pensione, se invece vi farete gli affari vostri “tutti uguali questi giovani che non socializzano più”. Semplicemente non le andrà bene uno stracacchio di niente, quindi tanto vale limitarsi ad odiarla e farsi odiare.

Il Cercatore d’oro:

In assoluto uno dei soggetti più disgustosi dell’intera carovana, e il principale responsabile delle crisi germofobiche dei soggetti più deboli, il Cercatore d’oro è colui che nel corso del viaggio riesce a infilarsi ogni singolo dito in ogni singolo buco del proprio corpo per estrarne cose di strani colori, forme e dimensioni che verranno successivamente studiate molto da vicino e, quando la sete di conoscenza del nostro Esploratore, verrà finalmente soddisfatta, esso appallottolerà e lancerà o appiccicherà i suoi sudici prodotti nei posti più impensabili.

Anche se tutti noi lo odiamo noto sempre dei comportamenti che quasi me lo fanno risultare buffo: innanzitutto la faccia della meraviglia che gli viene mentre è tutto intento a studiare i suoi prodotti corporei, paragonabile solo a quella di un bambino che assiste ad un fenomeno naturale per la prima volta. In secondo luogo l’espressione furtiva da Diabolik che assume mentre, guardandosi intorno, cerca di capire se qualcuno si è accorto della sua terrificante pratica e nel contempo studia quale direzione è più adatta al lancio o quale antro è migliore per l’appiccicatura.

Lo Studente:

La classica figura da autobus che tutti ma proprio tutti immaginiamo su suddetto mezzo di trasporto.

Il mio preferito di questa categoria è senza dubbio quello che tenta in ogni modo di studiare il minimo indispensabile per prendere un cinque nell’imminente compito o interrogazione. Come tutti gli studenti della fascia che va dalle scuole elementari fino alla quinta superiore, lo Studente medio ha un’andatura che alterna il ciondolamento delle braccia al trascinamento selvaggio dei piedi. Per sopperire al fatto che probabilmente non starebbe in piedi da solo lo si trova avvinghiato ai pali nel tentativo di mantenere l’equilibrio, con il libro aperto in una mano e una matita o un evidenziatore nell’altra intento a sottolineare parti assolutamente randomiche del testo nella speranza che possano entrargli in testa in tempo utile e, soprattutto, che siano le informazioni necessarie. Il soggetto è spesso scomposto, sveglio da non più di cinque minuti (o ancora in uno stato catatonico di dormi-veglia), probabilmente con il maglione al contrario, il giubbotto slacciato e lo zaino aperto che, nel peggiore dei casi, sta seminando in giro penne, fogli e altro materiale potenzialmente utile.

Il Ciclista:

Sebbene questa figura è comunemente odiata dagli automobilisti vi posso assicurare che nemmeno fra il popolo dei mezzi pubblici gode di simpatia e stima. La domanda è una ed è molto semplice: se devi occupare lo stesso spazio che occuperemmo in dieci per caricare su un mezzo pubblico un altro mezzo di trasporto allora perché non fai il salutista fino in fondo e te la fai TUTTA in bicicletta? Infatti il ciclista fa solo quelle quattro o cinque fermate che in totale coprono a malapena un chilometro. Tempo che ha rotto le balle a tutti e ha trovato il suo posto nel mondo ed è già ora di scendere. Io mi domando e dico: ma ne vale davvero la pena? Ma il ciclista ha la vaga idea di quante maledizioni si prende? Se solo lo sapesse forse farebbe lo sforzo di svegliarsi cinque minuti prima e pedalare quel chilometro in più così, magari, tutto l’abbigliamento tecnico di dubbio gusto che indossa avrebbe senso di esistere.

Quello Impegnato:

Il soggetto è generalmente uomo, indossa un completo da ufficio di quelli che compri già abbinati a camicia e cravatta, tendenzialmente di un blu che non esiste in nessuna scala di gradazione. Ha in mano un apparecchio elettronico. Non importa quale, dal più piccolo smartphone al computer portatile più grande che di portatile ha solo la custodia. Quello impegnato parla o scrive, ad ogni modo COMUNICA sempre, ha qualcosa di urgente da dire che non può aspettare per essere detto. Tendenzialmente è una delle figure più odiate di tutta la carovana mattutina perché è quello che rompe le palle a chiunque cacciandosi gli auricolari nelle orecchie (così mentre discute al telefono può gesticolare), questo lo porterà a parlare ad un volume di voce davvero troppo alto risvegliando i più da quello stato vegetativo tipico di chi è abituato a spostarsi con i mezzi e vorrebbe sfruttare il viaggio fino all’ultimo secondo per recuperare un pochino di sonno.

Impegnato, se stai leggendo, questo è un appello rivolto a te: rilassati e infilati quei dannati auricolari in… tasca. Nessuno ti pagherà gli straordinari perché in pullman hai deciso di chiamare quel cliente, ma soprattutto, sei fastidioso, e se nessuno te l’ha mai detto aspettati prima o poi un accidentale sgambetto, quasi sicuramente da parte dello studente che vorrebbe solo scivolare nella propria catalessi.

La Make-up Artist:

In un’età compresa fra i quindici e i venticinque anni troviamo la ragazza che ha la necessità di truccarsi ma che si è evidentemente svegliata troppo tardi per poterlo fare a casa o che ha calcolato male i tempi. Il soggetto riesce a compiere nel corso del viaggio una sorta di trasformazione davvero affascinante da osservare: quando sale sull’autobus ha le sembianze della Creatura di Frankenstein reduce da una sbronza ma, nonostante i vari sobbalzi del mezzo, scende alla sua fermata con la faccia di Beyoncè. Questo soggetto incredibilmente ipnotico da osservare in realtà cela alcuni aspetti che la fanno inevitabilmente odiare ai più: innanzitutto sta occupando due posti impedendo a chiunque di sedersi anche se l’autobus è colmo da svenimento, la Make up Artist, infatti, riesce SEMPRE ad assicurarsi un posto a sedere, ha una missione importante da compiere. Nel caso in cui riesca a conquistarsi un misero posto singolo accanto a qualcun altro inizierà lentamente ad espandersi cercando ogni sorta di appoggio per tutta l’attrezzatura che le occorre finendo per utilizzare anche le mani, le ginocchia e la testa del vicino che altro non può fare che arrendersi miseramente a questa fashion-invasione.

Ad ogni frenata, accelerata, curva o cambio di marcia troppo violento la sentirete imprecare e le cadrà qualcosa, costringendo tutti i poveretti che le stanno intorno a chinarsi per raccogliere ogni sorta di articolo da profumeria rischiando la vita in questa pratica sperando di non cadere e fare un rovinoso strike. Se vi state chiedendo come mai nessuno si rifiuta di collaborare prestando parti del corpo ad uso di ripiano o praticando la pericolosa raccolta, beh, è semplice: la Make up Artist ha una sola unica missione in quel momento e chiunque si metterà fra lei e la sua figaggine verrà incenerito, questo, ve lo assicuro, lo farà capire con un solo sguardo.

Il Difficile:

E in fondo alla mia personale lista c’è il personaggio più odiato e temuto da tutti. Difficile è stargli vicino. Questo soggetto nel 99% dei casi indossa una polo di dubbio gusto dai colori sgargianti e che nascondono abbastanza bene la classica pozzangheretta sotto alle ascelle, che però non tarda ad annunciare la sua presenza mediante uno in particolare degli altri sensi: l’olfatto. Sì perché il Difficile puzza. Ma non è una puzza normale, da giornata di lavoro appena trascorsa in cui, si può essere puliti quanto si vuole ma la fatica, il caldo, lo stress, possono farsi sentire oltre che vedere. Parlo della puzza alle 8 del mattino. Parlo dell’odore di sudato nel sintetico di quella polo che probabilmente il Difficile indossa già da due o tre giorni consecutivi e deducibilmente la usa per andare al lavoro. In un posto caldo. Molto caldo. E svolge una mansione pesante. Molto pesante. Lo si riconosce dal fatto che sta sempre comodo, infatti gli altri piuttosto che stargli vicino non solo gli lasciano il posto ma anche i due vicino e anche qualche metro di spazio vitale. Anche a lui mi sentirei di fare un appello: Difficile, ti prego, non fumare e se già lo fai smetti subito. Non perché tenga particolarmente alla tua salute, o perché l’odore di fumo andrebbe a sommarsi a quello delle tue ascelle creando una fragranza in grado di far strabordare le ghiandole lacrimali, ma perchè la polo che indossi è talmente sintetica che se per sbaglio ti finisse sopra della cenere in un posto troppo lontano da un estintore per te sarebbe la fine.