Nove Motivi Che Mi Fanno Odiare il Mare

  • Dahlia 

Fin da piccolina il connubio vacanze-mare universalmente riconosciuto come il migliore non mi è mai parso troppo convincente.
Ricordo che feci molta, moltissima fatica ad abituarmi a tutti i disagi che il mare comporta e che mi pare tutti tentino di ignorare in favore di una tradizione consolidata.
Ogni volta che un qualsiasi interlocutore scopre del mio odio verso le mete balneari tenta inesorabilmente di convertirmi sommergendomi di buone ragioni per le quali è, a detta sua, totalmente impossibile odiare il mare. Siccome non mi sono mai cimentata nel fornire le spiegazioni che mi portano a questo rifiuto ecco un semplicissimo elenco dei nove motivi che mi fanno rispondere “oddio” alla proposta “ma un week-end al mare..?”:

Il fattore Sabbia:
dal costume al fondo della tracolla che hai lasciato a casa, ogni angolo sarà propizio per l’infiltrazione di questa granulosa calamità. Non solo te la ritroverai appiccicata al sedere intenta a creare pruriti, aridità e graffietti minuscoli, ma la scoverai nel mini borsello che ti porti appresso, sotto le unghie, dietro le orecchie, nelle scarpe che hai lasciato in hotel, nelle lenzuola, sotto al cuscino, sparsa in ogni angolo della valigia quando la disferai, e nell’angolino della tasca di una felpa che hai deciso di lasciare a casa, a chilometri e chilometri dalla meta balneare. Non importa quanto starai attenta, lei ha proprietà che trascendono lo spazio, il tempo e più in generale la fisica.

I bambini:
si, quelli degli altri sono sempre adorabili, nei cinque minuti in cui li vedi per sbaglio, con le loro guanciotte paffute, i sorrisetti sdentati e quelle cosciotte tutte ciccia… poi i genitori decidono di farne almeno due, portarli in vacanza e il destino infame te li fa capitare come vicini di ombrellone. Urla e pianti sono solo un contorno a questa disgrazia gattonante: innanzitutto sono delle umane pistole spara sabbia-acqua-conchiglie e tutto ciò che di lanciabile riescono a trovare. I Bambini più semplicemente hanno un loro campo gravitazionale al contrario e ogni oggetto gli stia vicino è destinato ad essere scagliato in ogni direzione. Per non parlare poi della temibile “bambinata”, ovvero quando il pargolo è sufficientemente grandicello da riuscire a correre, ma non ancora abbastanza per essere visibile quando guardi dritto avanti a te e soprattutto non abbastanza per aver capito che è meglio guardare avanti quando si corre. La creatura inizia la sua folle corsa, probabilmente scappando da qualcuno che lo insegue per gioco, acquista rapidamente velocità data la sua totale sproporzione fra peso specifico ed energia vitale e, mentre tu sei tranquillamente intenta a raggiungere l’acqua per rinfrescarti lui impatterà violentemente contro le tue gambe con quel rumore sordo tipico di due corpi umidicci che si scontrano, ecco signori, “la bambinata”.

I Belli:
essendo io facente parte della categoria che si mette in costume per circostanza ma che è consapevole di non avere un fisico da urlo (o almeno, da urlo in accezione positiva), io in spiaggia odio ardentemente “i Belli”. Sì, perchè se durante l’arco dell’anno si riesce almeno a vestirsi bene per camuffare l’imperfezione, quando si approda nella dimensione Mare poco si può fare per dissimulare il fatto che le lasagne sono buone e che abbiamo la forza di volontà del nostro comodino. Se in inverno, quando vai in discoteca, “i Belli” li si punta, e quella gonna magica ti fa dai cinque ai sette chili più in forma che ti consentono di non essere in imbarazzo, in estate una delle cose peggiori che ti possano capitare è di avere come vicino di ombrellone un Bello o una Bella con il quale competere o al quale risultare piacente. In entrambi i casi passerai la tua vacanza in apnea pur non praticando alcun tipo di immersione subacquea.

Le Infradito:
vorrei partire da un fatto che mi ha sempre incuriosito e divertito molto, perché ognuno di noi (e dico proprio tutti!) almeno una volta nella vita ha indossato quelle infradito di gomma nera con la bandierina del Brasile sopra? Perchè ogni singolo negozietto in riva al mare, dal paesino disperso fino ad arrivare a Rimini, vende le stesse identiche infradito nere con la bandierina del Brasile?
Ma tralasciando l’assurda diffusione globale di queste infradito vorrei poter esprimere tutto il disappunto che ruota intorno a queste calzature infernali che non servono per ripararsi dalla sabbia bollente perchè tanto ti sprofonda il piede e ti ustioni lo stesso, quando si bagnano scivoli, quando sei in salita rischi di lasciarle incollate a terra un passo sì e uno pure e quando sei in discesa ti scavano lo spazio fra le prime due dita che ti conferisce quella camminata a passetti corti manco fossi un pinguino. La domanda è una sola, ma esattamente PER COSA sono comode?!

Il Sudore:
caratteristica fastidiosa dell’intera stagione estiva, al mare amplia i suoi orizzonti con risultati da esaurimento. Ogni volta che sudi al mare, essendo per la maggior parte molto scoperta, ti ritroverai a scivolare o ad appiccicarti su ogni superficie con la quale verrai a contatto, creando in alcuni casi quel agghiacciante effetto sottovuoto oppure lasciando imbarazzanti pozzangherine su sedie di plastica, sdraio e simili. Tralasciando il fatto che, a contatto con la sopracitata Sabbia, otterrai una sorta di effetto “fanghi” ma molto più disgustoso.

Il Make-Up:
sezione rivolta esclusivamente alle donzelle che ci tengono al proprio aspetto fisico anche in contesti informali come quello marittimo. Se vi ostinerete ad usare cosmetici che non sono waterproof sarete la versione reale di quel telefilm in cui la protagonista si trasformava in sirena ogni volta che toccava l’acqua e voleva mantenere il suo segreto, evitando ogni contatto non necessario con l’acqua e tentando di non produrre nemmeno una goccia di sudore. Se invece fate parte della schiera che si munisce del make-up resistente all’acqua allora avete ben in mente cosa significhi cercare di struccarsi una volta usati certi prodotti. I cosmetici waterproof hanno la stessa identica consistenza del calcestruzzo e sono a prova di acqua, tonico, struccante, sapone di marsiglia, scalpello e proiettili.

Le Donne Over 60 Senza Pudore:
sono ovunque. Non esiste località immune all’invasione delle arzille ultra sessantenni amanti dell’abbronzatura. In genere caratterizzate da un fisico invidiabile rispetto all’età che hanno, sono signore che ci tengono a mantenersi curate e che vivono ancora del mito “abbronzata fa giovane e in salute” (arrivando poi ad assomigliare ad una carota lasciata fuori dal frigorifero per una settimana in pieno agosto). Le nonne chic odiano una sola cosa più degli schiamazzi in piena notte: il segno del costume. Il loro odio profondo per questa calamità bicolore le porta a rinunciare a quel poco senso del pudore che l’età ha lasciato loro e ad esibire tutte le prosperità vittime della forza di gravità che natura ha concesso, procurando a tutti noi frequentatori delle spiagge affollate una sorta di trauma infantile.

Gli Uomini Over 60 Senza Pudore:
anche loro sono ovunque, con la differenza che oltre ad aver lasciato a casa il pudore non hanno manco il senso estetico che possa in un qualche modo attenuare il tutto. Gli uomini di questa specie in genere hanno il fisico da sollevatore di ipotesi ed evidentemente nessuno accanto che abbia il coraggio di dirglielo: lo slip aderente rosso sarebbe imbarazzante anche su un ventenne, figurarsi su un uomo di una certa età. Il panorama è raccapricciante, e anche se non scenderò nei dettagli ognuno di noi ha già capito a cosa mi riferisco.

Il fattore Cecità:
il fattore cecità affligge praticamente tutti, ma se per alcuni non costituisce un grande problema, per altri è davvero ingestibile. Per citare Capitan Ovvio “il sole emette sempre una luce molto forte” ma in spiaggia questo si riflette su ogni maledetta superficie, dalla sabbia all’acqua che diventano degli enormi specchi che puntano dritti nelle tue pupille a tutti gli accessori che stanno in spiaggia come ombrelloni, sdraio, sedie, cabine, tutti di colori chiari (perché così si scaldano meno!). Questo in soggetti sensibili porta ad una sola conclusione, di un intero pomeriggio al mare ricorderemo solo pochi istanti, e non è colpa dei molteplici aperitivi o delle pennichelle, ma perché quattro ore su cinque le passeremo ad occhi chiusi sperando di non sbattere contro niente e nessuno.